Sesto
Giorno: dalla Val d'Oca a Maialmorto
08:21
Poi
ho dormito, eh.
12:02
Ora
che sono arrivato quasi alla fine mi rendo conto che lungo tutto il
sentiero a cambiare non è il paesaggio, o il dialetto degli
indigeni, i sapori degli insaccati, la frequenza dei segnali CAI o
l'odore dei calzini. Sì, cambiano tutti, ma quello che cambia
davvero è il modo in cui il cammino racconta sé stesso.
Quando
cominci a camminare ti racconta la strada un pomposo borghesotto,
Ragionier Decanter, molto fiero delle sue zolle, ammiccante, gonfio
di Storia, che indica dappertutto per farti riconoscere le cose che
gli appartengono - lui ha solo specialità, e non riesce ad ammettere
di non saper fare il pane. Dopo un po' che straparla viene interrotto
bruscamente da Zi'Leccio, che parla più piano ma finalmente ha
qualcosa da dire, anche se preferisce che a volte sia tu a dirla come
pare a te. È generoso e chiede giusto un po' d'attenzione, racconta
la parte più avvincente, ma non riesce a parlare a lungo, si
affievolisce, sonnecchia, poi magari ha uno scossone e urla una
poesia, breve però, si assopisce di nuovo, racconta nel sonno...
Zi'Leccio? Niente, secco! E adesso? Chi finisce di raccontare?
Passa
un tossico. La sua tag è Hwtz, lui è abbastanza giovane, puzza di
chimico, espressione assente, vestiti logori, tutti i denti parecchio
marci. Tu non lo guardi ma lui t'ha visto. Vuoi
l'MD? Chiede, fai cenno di no
col capo, ma lui ora è lì e ti guarda senza vedere davvero
qualcosa. No dai, maddavero? Ormai vuoi sentire la fine della storia,
non c'è alternativa e allora chiedi a lui. Quello smascella,
annuisce, racconta. Ma è uno schifo, non si capisce niente quando
parla, sbaglia la grammatica, usa abbreviazioni, ripete pure le cose
dette dagli altri due, ma le dice male, una sopra all'altra, e ha la
fiatella da vino rancido. Poi ci prende pure gusto, s'infervora,
inizia a gesticolare, fa dei suoni, prova anche dei passi di
balletto, ma è tremendo, ridicolo.
E
allora ti rendi conto che il racconto ti piace anche così, che alla
fine non è colpa sua, son state le cattive compagnie, alla fine un
suo stile Hwtz ce l'ha, e allora sì dai, vai fino in fondo. Frasi
finali, pronuncia quasi corretta, un inchino storto e precipita a
terra.
Ecco,
nel caso la metafora non sia chiara, l'ultimo tratto di sentiero è
talmente brutto che dopo un po' ti affezioni, quasi meglio anzi: di
nuovo in fuga, stavolta dalla decomposizione, senza voltarsi
indietro.
13:47
Non
per essere volgare, ma da queste parti i ragni, invece di tessere, le
ragnatele le scoreggiano.
14:33
Pranzo:
Mezzomelone
16:25
A
Maialmorto
finisce per davvero, senza indicazioni, in mezzo a un porticato, in
un fastidio simile a quello di Silente.
Tra poco c'è il treno, un'ora e sono a casa.


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