lunedì 26 dicembre 2016

strip advisor _ calpestare gli Dei [ 04 ]


17.08.16 
Quarto giorno: dal Passo del Futon a Minzione




13:41
Pranzo: Ceci n'est pas une paté du pomoduar asciutt avec panpucciato in acquacecia
Guardo le pale eoliche, poi i pannelli solari. Ho trovato una collina davvero ammodo.
Stamani ancora lungimiranti contemplazioni e qualche pensiero impuro, più uno scontro alla Sorgente dei Briganti con una muta di camminatori laziali. Tra di loro un mancato scambio di favori sessuali genera tensioni interne - ne approfitto e mi abbevero per primo.
Finisco di mangiare, metto tutto apposto, lego le scarpe stando attento a non odorarmi i piedi, e prima di ripartire guardo ancora una volta i pannelli solari lontani. Nella loro disposizione c'è un messaggio segreto, ma come decifrarlo?

14:21
Gli alimentari in paese sono chiusi, cretino” il messaggio era questo.
Sono a Madonna dei Fornelli, il posto è anonimo ma il suo nome mi piace molto, suona più o meno come “cara, ti amo, ma adesso vai in cucina”.

15:53
Mannaggia mi sono perso di nuovo.

19:58
Cena: Avansz du paté con contorno di madonne agli alimentari chiusi di Madonna dei Fornelli
Questa notte passerà in un castagneto sovrastante Minzione, a farmi una guardia un simi-cileno e un piccolo cane a cui hanno tagliato le antenne.
Nonostante continuo a non vedere le indicazioni e sbagliare percorso, sottolineando che la strada andrebbe fatta in verso opposto, ho avuto la prova definitiva che sono io ad avere ragione: per circa un'ora, lungo le colline che portano da Rancorosa a Piero Piange fino a Monticchirichì, un sentiero si è placidamente lasciato camminare portandomi in mezzo ad un maestoso gregge di pale eoliche! Tanta l'incontenibile emozione che ho dovuto abbracciarne una.
A pensarci mi emoziono ancora, ma la pancia dissente dall'entusiasmo, stasera quisquiglie, domani bisogna fare rifornimenti a Minzione.
Appresto!


testo & disegni: RUPE

lunedì 19 dicembre 2016

strip advisor _ calpestare gli Dei [ 03 ]




16.08.16 
Terzo Giorno: da Sangatagatigogata al Passo del Futon


10:52
Mmh, che sentiero bruttino!

87:203:6
… è bellissimo…

19:02
Cena: Pane al doppio sgombro
Stanotte dormirò al Passo del Futon, sento che è il posto giusto.
Alloggio su una terrazza di morbido truciolato vista bosco, con sentori di arcaiche quanto improvvisate strutture in legno pronte a cedere, odore di resine, gusto pane e sardine. Arrivare è stato bello, soprattutto smetterla di ciuccettare l'acqua paranoicamente una goccia alla volta, le fonti c'erano.
Ma soprattutto la vista dall'alto comprensivo di Bilanciato - lago silente non potabile.
Ma soprattutto boschi immensi, rovine incluse, passaggi di roccia, labirinti di radici, e ancora nodi, rami, corteccia, sì.
Ma soprattutto, nei pressi del Passo dell'Osteria Bruciata, l'improvvisata quanto brianzosa compagnia di giovani viandanti nordici, provenienti da vicino Manzo e incontrati per caso alla giusta ora. Abbiamo riempito l'acqua e mangiato assieme, dalla nostra unione sono nati couscous alle verdure sfagiolato e cerottini nutella e pistacchio, due grandi classici. Condividendo un po' di vite ho scoperto la nostra comune mancanza di preparazione, il peso eccessivo sulle spalle, i videogiochi lasciati a casa e la nostra caparbia collezione di vesciche e altri traumi. Viva gli incontri nel bosco.
Al Passo della Fuga anche un breve tour dell'immenso Nazi-Sepolcro, incredibile luttostruttura per trentamila eterni ventenni lobotominculpop tedeschi. Emoziona e partorisce riflessioni da fare altrove.

21:10
Il sole scompare, sorge la tenda.
Bonacisi.

testo & disegni: RUPE


domenica 11 dicembre 2016

strip advisor _ calpestare gli Dei [ 02 ]


15.08.16 
Secondo Giorno – dal Monte Sudario a Sangatagatigogata



07:35
Ok, sono vivo, andiamo.

13:19
Sudore, salita, sole, strada bianca, salutare con la mano chi cammina nella direzione giusta, occhi che bruciano, boccasciutta, impastare, camminare ancora, arrivo...

14:32
Pranzo: Farro all'opulenza vegetale Bis
Passati con assolata difficoltà il Rogo, Badia Stocaxo, TagliaFeta e il Poggio delle Forche procrastino all'ombra di Dubbio. Questo castelloso borgo difeso per secoli da un reggimento di vespe si chiama così a causa di un'importante scelta da fare: quale delle tre fonti usare per abbeverarsi? Due sono mortalmente velenose, e forse pure due la terza. Nel dubbio mi stendo su un tronco a finire di disidratarmi.

16:59
San Pero a Ferragosto è tutto chiuso, o quasi.

18:01
Asfalto, tantissimo. A riposo nei pressi di Gabbiano assaggio le famose pere raccolte a San Pero. Acerbe e bacate. Speriamo i loro panini al prosciutto siano meglio.

20:26
Mannaggia mi sono perso di nuovo. Ho trovato un bivio, un cancello, un sentiero nella direzione sbagliata e dei pesci morti in una fontanella. Gli indigeni non aiutano, parlano in rima e perdono trucioli dalla bocca.

21:18
Cena: Panprosciutto
Ho trovato quasi per caso la strada e pernotto sopra Sangatagatigogata, dove i locali sono ghiotti di filastrocche e cartelli di indicazione dei sentieri. Intanto nei miei piedi riecheggia potente il disastro delle ore d'asfalto.
Ah, una legge valida per tutti i panini salumati di questa spocchiosa regione - togli una delle due noiosissime fette di pane non salato.
Cowabunga.

testo & disegni: RUPE




lunedì 5 dicembre 2016

strip advisor _ calpestare gli Dei [ 01 ]

l'INQUIETO presenta:


126 chilometri, 14 chili sulle spalle, 6 giorni, 3 vesciche, 2 bestemmie
CALPESTARE GLI DEI
da Silente a Maialmorto contromano

prima di cominciare a camminare, tagliati le unghie dei piedi”
antico proverbio etrusco


14.08.16
Primo Giorno: da Silente al Monte Sudario



09:17
Nottata di incubi e ginocchia moleste, mattina non da meno.
Le pensiline della stazione di Silente ricordano che non bisogna uscire di casa, mai. Bisogna partire, anche se è Domenica, ma è una fuga al rallentatore, una continua mancanza di coincidenze, e le persone sono brutte forte, anche prese singolarmente. Si salvano dall'aspro giudizio universale gli asiatici, che almeno sembrano spaesati.
Il pullman arriva, salgo, e mentre andiamo mi accorgo che la città è rasa al suolo - adesso bisogna salire.

10:06
Sì, partenza, evviva!

10:56
Mannaggia mi sono perso. Basta, me ne vado. No dai, continuo.

12:54
Fa caldo.

13:33
Caldissimo.

13:45
Aiuto.

14:09
Pranzo: Riso uovato ai peperoni e carote
Il riso è buono ma mangiare mi disgusta, voglio solo bere.
Sosta prandiale sul Poggio Gran Parto, chiamato così perché arrivarci è una lenta e crescente agonia accompagnata dalla totale perdita dei fluidi corporei. Sono sgretolato, ma tanto ormai sono quasi alla fine, no?
Qua giace tumulato Bruno Cicogna, volato via si presume a causa dell'amore disperato per tale Berta Randagia, nota pinscher anarchica locale. Vicino al tumulo giace un anziano, forse parente del Cicogna, non si alza da due ore, ma emette scricchiolii.
Le mosche cercano di sciogliermi i piedi con le loro bave corrosive - tempo di calzini.

18:42
Ho incontrato una ragazza sola e un fantasma rosa.
La ragazza era seduta nei pressi della Vetta Atroci, mi ha salutato sorridente, ma a quest'ora se la saranno già mangiata le antenne telecom selvatiche - sono spietate da queste parti.
Per il fantasma invece è andata così:
Ho mangiato un cespuglietto di more. Ho anche bevuto molto, ma davvero tanto, tipo tre litri d'acqua - però non in prossimità delle more, perché ho pensato che avrei assunto liquidi da esse. Dopo circa quindici minuti dall'ingozzo ho sentito il bisogno di sputare, e l'ho fatto. In quel preciso momento ho incontrato il viscido ectoplasma.
Esso era ovviamente lo spirito che possedeva le more da me uccise, tornato per vendicarsi sottoforma di violacea lumaca sudata e arrabbiatissima. L'ectoplasma è fuoriuscito dalla mia bocca e si è appiccicato con forza alla barba, penetrandovi all'interno - ho provato a strapparlo via, ma sono riuscito solo a togliere qualche gocciolante filamento. Ho cercato anche di usare delle foglie di tamarlina spirulacchia mentre intonavo un mantra esorcistico, ma niente. Credo che da oggi alla prossima doccia vivrò col fantasma.

20:36
Cena: Farro all'opulenza vegetale
Campeggio sul Monte Sudario; effettivamente ci si arriva sudati, ma non è detto se ne esca.
Con gli ultimi barlumi di energia ho fatto in tempo a montare la tenda, e il buio già porta il rumore di cose mortali, tipo le foglie secche, gli alberi che tornano a casa da lavoro, il Cassadritta sui vicini colli di Bavalana...
Nel caso non ritorni asfaltate tutto. Buonanotte.


testo & disegni: RUPE