lunedì 26 maggio 2014

Strip Advisor _ Nuova Zelanda


In Nuova Zelanda il cielo è più grande. Vediamo se riesco a spiegarmi: più largo, di un azzurro diverso, le nuvole sono da isola oceanica e non da bacino mediterraneo, rendo l'idea? Probabilmente no. Esistono anche aspetti che invece ci accomunano a questo remoto paese: per esempio le latitudini e le longitudini, che sono pressoché speculari. Se Bugs Bunny scavasse un cunicolo da Bologna attraversando il centro della terra sbucherebbe a testa in giù non lontano dal monte Aspring, nell’isola del sud. Hanno dimensioni simili e persino la forma a stivale è quella, un altro di quegli scherzi geologici lasciati lì dal Grande Manovratore per confonderci le idee sull’ontologia terrestre.  Ma in tutti i viaggi le cose più interessanti stanno nelle differenze. Come la scarsa densità di popolazione: meno di quattro milioni di umani abitano in un paese grande quanto l’Italia, e se lo spartiscono con circa sessanta milioni di ovini. A parte i facili paragoni tra italiani e pecore, è come immaginare l’hinterland napoletano sparpagliato per tutto il territorio nazionale.
Anche gli uccelli hanno seguito un’evoluzione bizzarra in Nuova Zelanda. Prima ancora dell’arrivo dei Maori e di altri predatori più o meno panciuti, molte specie avicole si sono permesse di smarrire la capacità di volare, che in fondo costa fatica, e se non c’è lo stronzo dell’ARCI-caccia con la doppietta ma chi glielo fa fare. Un po' per pigrizia e un po' per mille altri motivi nacquero i Kiwi, che per il loro aspetto marrone e peloso ricordano un incrocio tra il frutto a cui dettero il nome e gli abitanti di queste isole "pacifiche ma non troppo". 


I nativi neozelandesi, i Maori, non sono poi cosí "nativi", visto che arrivarono dalla Polinesia intorno al 1300. Sono conosciuti per le facce buffe e i tatuaggi fighi, oltre che per una bellicosità rimasta loro prerogativa fino alla nascita del rugby. La cultura Maori si è mescolata solo in parte con quella dei coloni britannici, ma è bello vedere come il popolo neozelandese ha sviluppato caratteristiche comuni, indipendenti dall’etnia. Vige un senso diffuso di rilassatezza e giovialità in tutti gli abitanti; questi aspetti si aggiungono a un innaturale stakanovismo e a un invidiabile spirito di inventiva. Sarà difficile trovare un neozelandese che non si dedichi con pari intensità ai lavori più duri e faticosi così come all’edonismo e al relax, che non abbia fatto quattro o cinque mestieri in vita sua o a cui manchino manualità e ingegno, tipici dei popoli pionieri.
La NZ è un paese facile (beh a meno che non si abbia paura di volare, in tal caso le trenta ore di volo possono risultare un discreto ostacolo e sono consigliabili mete più alla portata: Milano marittima o Abano Terme, magari). Un paese facile poiché, se escludiamo il potere di indurre psicosi da stress delle "sandflies" (moscerinus emofagus odiosissimus), non presenta fauna particolarmente rischiosa per la salute umana. A differenza della “vicina” Australia, si può camminare scalzi nei corsi d’acqua e nei boschi senza rischiare di essere uccisi da rospi velenosi, formiche carnivore o marsupiali pugili. Diversamente da molti paesi "esotici", l’acqua è a prova di amoebiasi o vibrio del colera, il cibo è tendenzialmente non letale (anche se eviterei le "kidney pie" da NZ$1.50 al Pack’n’Save).


Perfino guerre o attentati non sono da temere, perché nessuno può davvero avercela con la NZ. Per cui non vi preoccupate se dopo ore di viaggio con il vostro furgone camperizzato, senza incontrare anima viva, venite sorpassati da carri armati ANZAC (Australian and NZ Army Corps. Ndr): con tutta probabilità è solo un'esercitazione di caccia all’opossum, nemico pubblico. Una volta imparato a imboccare le rotonde con la guida sulla carreggiata sinistra sarete a cavallo. Scoprirete che parlano una lingua molto simile all’inglese anche se inizialmente l’accento potrebbe risultare spiazzante anche per un madrelingua: tendono a usare una vocale unica simile a una “e” molto chiusa, per cui una frase come “check it again mate” suonerà come “cəkətəghənməit” .
Dunque, se avete qualche mese da perdere, godetevi sostanze stupefacenti a buon mercato, contaminate nature incontaminate, scapicollatevi da un dirupo o da una teleferica attaccati a paracadute o corde elastiche, fatevi inseguire da leoni marini di una tonnellata (ecco, in effetti questi costituiscono un discreto pericolo se passate tra loro e il frangiflutti) su spiagge infestate da pinguini nani ed esplorate gli scenari da "terra di mezzo" senza rischiare la decapitazione per mano orchesca. 

testo: Shakai
disegni: sottovuoto

lunedì 12 maggio 2014

la solitudine dei numeri primi

INCLEMENTONI presenta


Ispirato al bestseller vincitore di... quei soliti premi lì
la solitudine dei numeri primi 


Come si gioca:
 
. lancia i due dadi da dodici.

. se esce un numero composto pari, ti rompi una gamba sciando (salti un turno) e soffri di anoressia nervosa (-2 punti su ogni lancio di dado successivo).


. se esce un numero composto dispari, abbandoni tua sorella gemella al parco (pesca una carta "punizione") e per questo tendi a essere un musone inavvicinabile (carta "imprevisto").


. se esce un numero primo, vinci un dottorato cazzutissimo in Danimarca o in qualche altro paese gelido e dalla densità ridicola, accentuando il tuo lato antisociale e autolesionistico (raddoppia lancio dadi).

. vince chi, arrivando in fondo, colleziona più dottorati.
  
testo: Martin Hofer
disegni: sottovuoto 

lunedì 5 maggio 2014

SPOILER _ corsa contro il tempo

li FILMI INVEDIBILI presenta


Titolo: Spoiler_ corsa contro il tempo
Regista: Frances Preview
Durata: 81’
Genere: action-thiller privo di suspance
Produzione: Stati Uniti
Cast: Sean Teaser,  Maya Promo
Casa di produzione: Ruin Party

Sinossi e nota critica: “Salve, sono Frances Preview. Questo film tratta di un uomo che, uscito dal cinema, viene centrato in pieno da un fulmine. Lo sfortunato evento doterà il protagonista di un singolare super potere: conoscere tutti i finali dei film girati sull’emisfero terrestre. Colto da una sindrome di onnipotenza, l’uomo inizierà a torturare  gli spettatori delle sale cinematografiche, rovinando loro i finali più intriganti, anticipando le battute, svelando l’identità di assassini e via dicendo. Fra parentesi, alla fine il protagonista muore. Buona visione”
Con un preludio a metà strada fra Hitchcock e il Von Trier di The Kingdom, il regista Frances Preview sputtana in quattro e quattr’otto trama, evoluzioni e finale di un action-thriller potenzialmente interessante. Sean Teaser perfetto nel ruolo del maniaco guasta-film, e Maya Promo brava a vestire i panni della cinefila perseguitata, per un intreccio debitore dello Spielberg duelliano.
Le credenziali per un bel film ci sono tutte. Peccato che l’intervento del regista svuoti completamente di suspance la pellicola. Immaginate se alla prima puntata di Lost JJ Abrams vi avesse detto: “Ehi, alla fine si scopre che sono tutti morti, e per un sacco di altra roba non ci siamo nemmeno presi la briga di trovare una giustificazione”.
Ve le sareste sorbite sei serie? Forse no.
Se avrete l’accortezza di entrare in sala con cinque minuti di ritardo, troverete Spoiler un buon film, in particolare per la scena in cui Teaser entra di soppiatto nel cinema in cui proiettano Il sesto senso e, piazzatosi silenziosamente dietro la poltrona di Maya Promo, grida a pieni polmoni: “Quello non è un vero psicologo! Non è altro che un fantasma che parla con un bambino squinternato!”
Ops…

Voto: 6
testo: Martin Hofer
cover: frattozerø